Storia di una Battaglia

L’albero delle fonti | Cronologie | Provenienze | Relazioni | Mappe

Le operazioni di restauro e ricostruzione si basano su materiali filmici raccolti nella fase di censimento e ricognizione, condotta presso archivi cinematografici nazionali e internazionali, ma anche su una moltitudine di materiali non filmici differenti (carte d’archivio, diari, fotografie, manifesti, periodici, ecc.) rinvenuti in in archivi e altri luoghi deputati alla conservazione della memoria della Grande Guerra, così come su nuove acquisizioni di materiali originali. Tali materiali non devono essere considerati secondari o di semplice supporto e convalida ai lavori di restauro e ricostruzione.

Piuttosto, il loro studio è un’attività fondamentale per inquadrare i manufatti cinematografici come oggetti storici e inserirli in un’intricata rete intermediale e intertestuale di fonti e pratiche. L’obiettivo è saldare tra loro approcci archeologici, archivistici e storiografici all’ insegna di una new film and cinema history e di una cooperazione interdisciplinare.

L’edizione critica digitale permette così di esplorare la storia del film attraverso il sistema delle fonti rintracciate, riunite in un’unica base dati incrementale e interoperabile. In questa sezione dell’edizione, le fonti sono disposte e visualizzate al fine di offrire differenti letture delle stesse e delle storie di cui recano traccia.

La sezione “L’albero delle fonti” le presenta secondo la tipologia del materiale mentre nella sezione Cronologie a partire dalla data in cui sono state prodotte o rese pubbliche.
La sezione “Provenienze” si concentra invece rendere conto della provenienza dei singoli manufatti e testimoni coinvolti nel restauro ed edizione critica.

Nella sezione “Relazioni” è possibile invece interrogare le correlazioni tra più fonti filtrandole in base alle sequenze del film, agli eventi e temi documentati e alla loro localizzazione.

La sezione “Mappe” permette di posizionarle sul concreto terreno degli eventi. Grazie alla loro riorganizzazione e correlazione è stato possibile infatti localizzare e datare molti degli avvenimenti testimoniati dalle riprese della Sezione Cinematografica.

“Storia di una battaglia” si arrichisce inoltre di approfondimenti storici specifici, quali la ricostruzione delle vicende collezionistiche alla base di alcuni materiali (la collezione Cristaldo Simonelli), della storia, dei modi di produzione e dei protagonisti del Reparto foto-cinematografico del Regio Esercito attraverso documenti originali provenienti da archivi militari (l’Archivio Storico dello SME) e da diari personali (quali quelli di Rava e Marzocchi).

L'albero delle fonti

La sezione dispone le fonti raccolte e analizzate in forma tassonomica, assumendo come immagine simbolica di visualizzazione della conoscenza quella dell’albero, dal cui tronco principale, l’oggetto “La battaglia dall’Astico al Piave”, si sviluppano due rami principali, quello delle fonti filmiche (la tradizione diretta e indiretta) e quello delle fonti non filmiche.
Nell’edizione critica digitale, è presentato il risultato dell’esame critico dei singoli materiali filmici e la parallela analisi svolta per altri film appartenenti al patrimonio cinematografico della Prima guerra mondiale per ricostruire la rete di relazioni intertestuali espresse dalla tradizione (in senso filologico) del film. 

Poiché la battaglia è stata documentata da diverse angolazioni, le fotografie scattate dalla Sezione Cinematografica, i documenti d’archivio (tra cui bollettini di guerra ufficiali, provenienti da archivi militari – USSMI) e diari personali (come quelli del Maggiore Maurizio Rava e del Sergente Luigi Marzocchi) hanno permesso di datare e localizzare la maggior parte delle sequenze del film e di restituire un racconto polifonico e transmediale delle vicende relative alla Battaglia del Solstizio nelle sue espressioni comunicative, documentarie e memoriali.
Inoltre, attraverso articoli di riviste e periodici è stata tracciata la circuitazione del film tra il 1918 e il 1933 in diversi luoghi e città, lungo un percorso di progressiva rivisitazione discorsiva e monumentalizzazione del film e di suo uso come vettore della memoria della Grande Guerra nella popolazione. 

Infine, le didascalie delle fotografie nei diari e sulla stampa periodica sono servite come controprove per i testi degli intertitoli italiani da ricostruire a partire dagli intertitoli sopravvissuti nella sola versione francese.

LA BATTAGLIA DALL’ASTICO AL PIAVE

Fonti filmiche

tradizione indiretta
Legenda tradizione indiretta
  1. Il Piave mormorò (1964)
  2. Scene di guerra alpina [1918]
  3. [Guerra sulle Alpi]
  4. Guerra Bianca in Adamello, Almanacco Rai(1968)
  5. Penne nere (1972)
  6. Dal Polo all'Equatore (1987)
  7. La guerra sull'Adamello 1915-1918 (1996)
  8. Su tutte le vette è pace (1999)

Fonti NON filmiche

FONTI A STAMPA
Corriere della Sera, 21 giugno 1916

Corriere della Sera, 21 giugno 1916

Testi a stampa

Proiezione di La guerra d'Italia a 3000 metri sull'Adamello al Teatro Dal Verme di Milano nel giugno 1916

Stampa periodica relativa all'edizione 1916

CORRIERE MILANESE - Echi di spettacoli, ritrovi, ecc,
Il cinematografo ha raggiunto, dal punto di vista meccanico, una perfezione che ha del miracoloso. Chi assiste allo spettacolo della Guerra a 3000 metri al teatro Dal Verme, rimane stupito della fedeltà delle scene colte a grandissime altezze, fra la tormenta, in mezzo alle nevi eterne, degli effetti di tramonti stupendi, dei panorami impressionanti, delle battaglie di nubi, che testimoniano anche del buon gusto artistico dell'operatore. E' questi il cav. Luca Comerio, noto per aver portato il cinematografo fin dove pareva impossibile. Ciò va detto a suo onore perchè egli con l'autorizzazione del Comando supremo, si è portato in prima linea, ha compiuto scalate difficilissime, è vissuto come un soldato tra i soldati, riuscendo a fare opera audace di tecnico e di artista e insieme opera utile e altamente patriottica.
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FONTI CARTACEE
Visti di censura svedesi, ottobre 1917

Visti di censura svedesi, ottobre 1917

Fonti cartacee

Card del visto svedese del 24 ottobre 1917 conservato presso lo Svenska Filminstitutet di Stoccolma. Il film risulterebbe in quattro parti e prima del taglio, misurava complessivamente 1724 metri. La traduzione di 13 intertitoli corrisponde alle didascalie presenti nella versione italiana.

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FONTI FOTOGRAFICHE
Carte Generale du Theatre de la guerre en Italie et dans les Alpes (1797), dettaglio

Carte Generale du Theatre de la guerre en Italie et dans les Alpes (1797), dettaglio

Prima apparizione testimonianza del toponimo "Adamello"

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FONTI SONORE
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Cronologie

La sezione dispone le fonti censite e raccolte secondo l’asse diacronico, la densità e distribuzione di queste in specifici intervalli permette di individuare momenti storici di specifico interesse, quali ad esempio quello propagandistico condotto direttamente dai Reparti fotografici e cinematografici del Regio Esercito del 1917-1918, quello immediatamente successivo di carattere celebrativo e infine quello di monumentalizzazione della memoria della Grande Guerra, che per “La battaglia dall’Astico al Piave” copre il periodo 1927-1933 circa, prima dell’uscita e circolazione del ‘monumento’ cinematografico celebrativo ultimo voluto dal Duce e dal Fascismo: “Gloria” (1934)

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Provenienze

In un momento cruciale di investimento e propensione verso la digitalizzazione dei patrimoni è fondamentale mantenere salda e chiara la relazione tra forme e contenuti informativi dei documenti e manufatti conservati e la loro provenienza storica e d’archivio.
In un recente volume dedicato alla relazione tra cinema delle origini e ‘provenienza” gli autori mettono in evidenza come “la storia dell’origine dei film può essere concepita come un trittico: la vita materiale degli oggetti cinematografici […], la migrazione delle immagini che contenevano e producevano e il viaggio culturale degli artefatti e delle pratiche legate alla loro produzione ed esposizione […] l’analisi della provenienza dei film si basa su una chiara comprensione delle profonde connessioni e delle altrettanto significative differenze tra il supporto dell’immagine e l’opera.” (Cherchi Usai in Bernardi, Cherchi Usai, Williams, Yumibe, 2020) […]
In particolare, ogni elemento conservato da una cineteca, da un museo, da un archivio del film ha una sua storia prima che entri a fare parte di collezioni e fondi, storia le cui origini “sono determinanti nei nostri sforzi non solo per comprendere meglio gli elementi, ma anche per scrivere meglio la storia del cinema e quindi per restaurare e/o presentare meglio i film” (Blot-Wellens, in Bernardi, Cherchi Usai, Williams, Yumibe, 2020).
A loro volta, le istituzioni deputate alla conservazione e trasmissione dei manufatti introducono una storia ‘culturale’ dei manufatti filmici, conservando ma anche trasformando i manufatti attraverso preservazioni e restauri. Di conseguenza, ogni materiale d’archivio è segnato da una storia culturale, da una storia della tecnica e da una storia del reperto.
La sezione “Provenienze” dell’edizione critica digitale vuole quindi rendere conto della provenienza dei singoli manufatti e testimoni coinvolti nel restauro ed edizione critica di “La battaglia dall’Astico al Piave, sia in termini di provenienza e storia dei materiali prima della loro tutela (ad esempio la collezione Cristaldo Simonelli in cui sono state rinvenute le due copie che compongo il testimone “K”), sia in termini di vita d’archivio delle copie, come nel caso della famiglia di testimoni “G” o dei duplicati negativi e positivi prodotti e conservati dall’Archivio Storico LUCE (il testimone “L”).

Relazioni

Nella sezione “Relazioni” è possibile interrogare la base dati delle fonti primarie per porre in correlazione tra loro più fonti, filtrandole in base alle sequenze del film, alle fotografie, ai diari, ai resoconti degli eventi bellici, a citazioni in periodici e volumi, alla loro localizzazione e datazione.

Mappe

La battaglia del Solstizio si è dispiegata in un territorio ampio, segnato indelebilmente nella memoria e nella storia collettiva e nella storia locale.
A partire dalle sequenze girate dal Reparto foto-cinematografico del Regio Esercito che compongono “La battaglia dall’Astico al Piave”, la sezione “Mappe” permette di riposizionarle sul territorio, congiuntamente alle altre fonti censite, quali ad esempio le collezioni fotografiche di più musei, archivi e istituzioni italiane (in buona parte raccolte nel portale web 14-18.it) e i diari di protagonisti del tempo quali Luigi Marzocchi e Maurizio Rava.